Valutazione diagnostica

L’inquadramento diagnostico non è un’etichetta, ma uno strumento di orientamento clinico, una fase fondamentale nel percorso terapeutico, perché consente di comprendere a fondo la natura del disagio psicologico della persona  e di pianificare un trattamento mirato, efficace e personalizzato.

Una diagnosi chiara permette di stabilire obiettivi terapeutici concreti, condivisi con il cliente, in linea con il suo quadro clinico e le sue risorse e orienta il terapeuta verso il metodo o il percorso di cura più efficace.

Con un quadro diagnostico iniziale, è possibile inoltre valutare l’evoluzione e l’efficacia del trattamento nel tempo, confrontando i cambiamenti rispetto ai sintomi iniziali.

Si tratta di un procedimento strutturato, che combina colloqui clinici, osservazione, test psicologici e strumenti standardizzati.

Come si svolge la valutazione: 

1. Colloquio anamnestico e clinico

  • Raccolta della storia di vita (familiare, scolastica, lavorativa, relazionale, sanitaria).
  • Esplorazione del motivo della richiesta (perché ora, che cosa si vuole capire o risolvere).
  • Identificazione dei sintomi attuali, delle risorse e delle difficoltà percepite.
  • Valutazione del funzionamento globale (livello di autonomia, gestione emotiva, relazioni, ecc.).


2.
Osservazione clinica

Vengono notati il comportamento non verbale, l’atteggiamento, il tono dell’umore, lo stile comunicativo per cogliere elementi che la persona potrebbe non verbalizzare direttamente.


3. Somministrazione di test psicodiagnostici

La scelta degli strumenti dipende dal tipo di valutazione richiesta. Possono essere usati:

  • Test cognitivi e neuropsicologici che valutano intelligenza, memoria, attenzione, funzioni esecutive.
  • Test di personalità che esplorano tratti di personalità, dinamiche inconsce, meccanismi di difesa, conflitti interiori.
  • Scale cliniche e questionari per quantificare i sintomi e il disagio percepito.

4. Restituzione

Il professionista espone i risultati emersi dalla valutazione in modo chiaro, rispettoso e comprensibile  per favorire consapevolezza, alleanza terapeutica e motivazione al cambiamento.

 

5. Formulazione del profilo psicologico e della diagnosi

Viene redatto un referto psicodiagnostico, che può includere:

  • Una diagnosi clinica (es. secondo il DSM-5 o ICD-11).
  • La descrizione del funzionamento psicologico.
  • L’eventuale presenza di risorse e aree da potenziare.
  • Suggerimenti per l’intervento terapeutico o riabilitativo.